Indietro

ARTICOLO DA IL GIORNALE 30 ottobre 2003

RIFORMA MEDICA: PROTESTE NELLE SCUOLE <<Non tutela né alunni né professori>>
La normativa regionale abolisce i certificati: dopo un'assenza, in classe con la sola autocertificazione
Augusto Pozzoli

Dirigenti scolastici e genitori sempre più in crisi in seguito all'emanazione delle norme regionali sulla medicina scolastisca. Le scuole sono di fatto in grande confusione, anche perchè si trovano di fronte a norme regionali che contraddicono quelle statali. Ad esempio il fatto di richiedere agli operatori scolastici un certificato <<di sana e robusta costituzione>>. Che fare allora? Ieri i dirigenti scolastici ne hanno discusso al CSA (l'ex provveditorato agli studi) con il responsabile Antonio Zenga. <<Gli abbiamo chiesto di intervenire per chiarire che cosa ci compete - ha detto alla fine il portavoce dei dirigenti gianni Gandola - perchè non possiamo ubbidire a due padroni che dicono cose opposte.
Ancora una volta, poi, si scarica sulle nostre spalle un peso che non possiamo sostenere: se viene riammesso a scuola un bimbo che ha fatto la rosolia e viene a contatto con una maestra in stato di gravidanza, chi le garantisce che non ne subisca le conseguenze? Ci troviamo , insomma, di fronte a norme che non tutelano nessuno: non i dirigenti, non le insegnanti, e tanto meno i bambini>>.
Non meno allarmate le famiglie. <<Questi cambiamenti - protesta elisabetta Pellarin, portavoce del Coordinamento cittadino genitori a cui hanno già aderito 90 scuole milanesi - per noi sono dela tutto negativi in quanto indeboliscono ogni forma di prevenzione e monitoraggio sulla salute nelle scuole>>. Da qui la richiesta sena mezzi termini che la legge in questione (la 12, approvata in consiglio regionale il 4 agosto) venga al più presto modificata. Richiesta che i genitori hanno già avanzato ai rappresentanti delle diverse forze politiche presenti al Pirellone.
Tre i punti più controversi: i registri di medicina scolastica e gli archivi delle cartelle individuali, la presentazione del certificato medico dopo 5 giorni di assenza, le disinfezioni e le disinfestazioni periodiche. Pratiche di fatto cancellate dalla nuova legge.
<<Si presuppone - continua la Pellarin - che con l'avvento del pediatra di libera scelta vengano a cadere le necessità di effettuare visite mediche individuali ad esempio all'ingresso in una nuova comunità scalastisca. Ma lo sanno i consiglieri che hanno approvato questa legge che cosa vuol dire questo fatto in Lombardia nel 2003? Basti pensare a quando arriva in una scuola ad anno scolastisco iniziato un bambino extracomunitario senza che i loro genitoripossiedano le competenze linguistiche e culturali per sbrogliare la complicata matassa degli adempimenti burocratici e sanitari. Questo non vuol dire accogliere questi bambini, ma mandarli allo sbaraglio, con grave rischio per la crescita loro e dei nostri stessi figli>>.
Altro punto contestato è quello dell'abolizione del certificato medico di riammissione. Adesso basta un'autocertificazione. <<Come si fa a pensare - dice ancora Elisabetta Pellarin - che nel caso di malattie infettive e diffusibili, la scabbia, ad esempio, la tigna, la salmonella, di affidare ai genitori, non certo medici e specialisti, l'autocertificazione dell'avvenuta guarigione? Si corre il rischio, insomma, che un bambino venga riaccompagnato a scuola senza aver certezza che sia stato curato o almeno visitato da un medico. Questa è una situazione che noi vogliamo in ogni modo contestare: per questo abbiamo sollecitato i rappresentanti dei gruppi consiliari del Pirellone di modificare la legge appena approvata>>.

Indietro