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ARTICOLO DA L'ECO DI BERGAMO 23 ottobre 2003 Via i certificati medici, protestano i genitori Nostro servizio MILANO A Milano è già successo: due bambini sono rientrati a scuola con la varicella ancora in corso e, in tasca, l'autocertificazione di avvenuta guarigione rilasciata dai genitori. Allarmati le mamme e i papà lombardi sono scesi in campo, incontrando ieri mattina alcuni rappresentanti del Consiglio regionale. Ai politici - a nome dell'Associazione genitori e scuola ( www.genitoriescuola.it) e del costituendo Coordinamento cittadino genitori per la medicina scolastica - hanno chiesto di rivedere l'abolizione del certificato medico per la riammissione dei ragazzi oltre i cinque giorni di assenza dalla scuola, sancita dal Consiglio regionale con l'approvazione della legge 12 del 4 agosto scorso.«La normativa - racconta Giorgio Sala di Bergamo, coordinatore del gruppo di lavoro di genitori e scuola - comporta alcuni cambiamenti negativi, in quanto indebolisce ogni forma di prevenzione e di monitoraggio sulla salute nelle scuole, riducendo i diritti alla salute dei bambini sia come individui che come collettività. Chiederemo che la "ratio" delle modifiche sia potenziare e non smantellare la prevenzione, tenendo conto che la società e quindi le scuole stanno cambiando composizione: l'immigrazione, per esempio, comporta nuovi problemi come l'esigenza di tutelare i bambini entrati di recente nel nostro Paese, i cui genitori non sempre sono in grado di fronteggiare la burocrazia». Considerato che stanno tornando tristemente alla ribalta vecchie malattie e che si rileva un aumento delle virosi, «riteniamo che non si possa abbassare la guardia, affidando ai genitori il compito dell'autocertificazione o della diagnosi di avvenuta guarigione dalla malattia». Con una così «scarsa presenza del medico scolastico - specifica Enrica d'Auria, membro del Direttivo di genitori e scuola - il certificato rimaneva l'unico controllo a tutela sia del bambino malato che della comunità. Garantiva cioè che ogni bambino malato venisse portato dal pediatra e curato adeguatamente, fino a guarigione completa. Purtroppo riteniamo che i genitori non siano in grado di autocertificare malattie né tantomeno guarigioni. I legislatori sostengono che il pericolo di contagio è scarso in fase di convalescenza, ma alto durante l'incubazione. Noi crediamo che essere informati di un'epidemia, seppure solo quando si è manifestata, aiuti comunque i medici, le famiglie e la scuola ad attuare strategie di prevenzione e faciliti la diagnosi dei casi successivi». «L'obiettivo della legge - replica Carlo Saffioti, presidente della commissione regionale Sanità - è di semplificare normative anacronistiche o comunque superate, ma non certo quello di abbassare la guardia o di introdurre elementi che possano creare preoccupazioni. Nel corso della prossima settimana avrò un incontro con Roberto Marinello, segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri. In questa occasione ci confronteremo, con l'assessorato, se è il caso o meno di apportare dei correttivi». Filippo Poletti |