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ARTICOLO DA "IL GIORNO" DEL 23-ottobre 2003

La rivolta del certificato

MILANO - I bambini hanno i pidocchi? Per essere riammessi a scuola, devono tornare con il certificato medico che ne dichiari l'avvenuta estirpazione. Se invece accusano un'influenza, piuttosto che la varicella, la rosolia, il morbillo - tanto per citare qualcuna delle malattie esantematiche più comuni - o qualche malanno più grave (mettiamo la tubercolosi, che sta facendo la sua ricomparsa in Lombardia), del certificato, non c'è più bisogno. Basta che mamma e papà dichiarino che sono guariti e per le assenze oltre i cinque giorni, la scuola non è più tenuta a chiedere l'attestazione del pediatra.

I pidocchi, se potessero parlare, probabilmente ringrazierebbero per l'onore tributato alla loro pericolosità (per altro reale e documentata, n.d.r.) dalla Regione Lombardia che con la legge n. 12, "Norme relative a certificazioni in materia di igiene e sanità pubblica", varata il 4 agosto scorso, ha eliminato tutta una serie di certificazioni con l'intento di "sburocratizzare" la materia. Ma nello stesso tempo, ha suscitato molta preoccupazione. Non manca chi ritiene che la neonata legge vada modificata. Perché sarebbe addirittura pericolosa.

Tempo un mesetto dalla riapertura delle scuole, necessario perché la circolare con la nuove disposizioni fosse diffusa e venisse a conoscenza delle famiglie, nel giro di un paio di settimane è nato un Coordinamento tra scuole con il sistema del passa-parola e dei messaggi scambiati attraverso la posta elettronica, per cercare di capire cosa dice la legge e quali potrebbero essere le sue conseguenze. Ieri mattina una decina di genitori, in rappresentanza del Coordinamento che ha preso contatto con una novantina di istituti tra Milano e provincia, sono stati ricevuti in Regione da un gruppo di consiglieri sia di maggioranza sia dell'opposizione. Perplessità e dubbi, su quello che viene interpretato come l'ultimo tassello dello smantellamento della medicina scolastica, e anche come deresponsabilizzazione dei pediatri, sostituiti, secondo la legge, dal supposto buon senso dei genitori, hanno trovato orecchi disponibili. Compresi quelli, per la verità inizialmente dubbiosi, di Marco Tamma, consigliere diessino relatore delle legge nonché medico di Sondrio. Alla fine dell'incontro, la proposta avanzata da Giovanni Martina (Rc), ha trovato tutti d'accordo, a partire da Carlo Monguzzi (Verdi), promotore del contatto diretto tra cittadini e consiglieri e finendo con Antonella Maiolo (FI), passando attraverso i rappresentanti dei Radicali, Margherita e An: della questione andrà investita la Commissione regionale che si occupa di Sanità. Ma prima, durante un secondo incontro fissato al Pirellone per il 5 novembre, saranno ascoltati pediatri, infettivologi e altri esperti chiamati a supportare l'iniziativa del Coordinamento.

di Lucia Mazzer

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