Una generazione a cui si toglie il futuro e’ condannata all’apatia, alla rassegnazione muta e sorda e alla passione triste, allo scoppio d’ira, alla rabbia sterile. Tutti gli indicatori utilizzati dagli istituti di analisi segnalano questo rischio per i giovani di oggi, gli adulti di domani. L’ultimo rapporto Censis, la massima autorità italiana di indagine sociologica che con le sue “fotografie” annuali ha quasi sempre anticipato e precorso le linee di tendenza del nostro sistema paese, segnala un dato davvero preoccupante: i giovani sono privi di desiderio. Chiunque educatore sa cosa questo significhi e quali rischi comporti. Non avere desideri vuol dire esser privi di prospettive, di progetti, di motivazioni. Qui si sconta il vero fallimento della scuola italiana, umiliata e offesa da una politica di tagli e da una riorganizzazione della gestione amministrativa e dei saperi condotta all’insegna della riduzione dei costi. Come se l’istruzione non fosse invece una risorsa: non un’ipoteca ma un investimento sul futuro. Tale analisi del Censis trova conferma nei dati Istat, il nostro ente di statistica: il 30% dei giovani cerca ma non trova un lavoro e la percentuale continua a salire di anno in anno. E quando lo trova si tratta quasi sempre di lavori saltuari e precari, spesso in nero, che precludono ogni ipotesi di costruirsi una vita, metter su famiglia, ottenere un mutuo. Il Presidente dell’Inps, l’Istituto di previdenza sociale, ha detto che e’ meglio che i giovani lavoratori precari non sappiano quale sarà la loro pensione fra 30/40 anni, al ritmo dei contributi attualmente versati, perché altrimenti vi sarebbe il rischio di una sommossa. La nostra associazione è da sempre impegnata sul fronte della reale valorizzazione della presenza dei genitori nella vita della comunità scolastica e non per mere ragioni di presenzialismo ma per seguire la causa del pieno sviluppo della persona umana, dei nostri figli dunque, e della loro effettiva partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese, secondo i principi sanciti dall’articolo 3 della Carta Costituzionale. Ma adesso crediamo che questo non sia più sufficiente in quanto la drammaticità dei tempi che stiamo vivendo richiede uno sforzo ulteriore, un allargamento di orizzonti, una presa d’atto che coinvolga le numerose realtà associative di genitori e insegnanti per la costruzione di una Rete di soggetti virtuosi, consapevoli, attivi, impegnati nell’obiettivo comune di invertire l’attuale stato delle cose. Noi siamo e resteremo un’associazione a-partitica ma non a-politica, se politica vuol dire la costruzione di un percorso di cittadinanza e del suo effettivo esercizio, senza steccati, senza dichiarazioni di schieramento in quanto riteniamo che il ridare un futuro ai giovani, ai nostri figli, sia un compito trasversale, che riguarda tutti e ciascuno. La rete associativa che ci sforzeremo di costruire e di cui faremo parte andrà costruita su queste premesse. Ci dichiariamo fin d’ora indisponibili ad essere strumentalmente usati come cinghia di trasmissione di chicchessia. Ci sono dei momenti in cui si deve scegliere tra rinunciare o rilanciare, provare ad andare oltre. Noi ci siamo confrontati, abbiamo discusso le due opzioni e infine abbiamo deciso di accettare la sfida, ben sapendo lo sforzo e i rischi che essa comporta, trattandosi di un percorso tutto da costruire. Mantenendo la nostra identità e il nostro patrimonio di conoscenze e di esperienze maturato in questi anni abbiamo scelto di contaminarci con altre realtà, che sono tante, diverse e sparse, ma accomunate tutte dalla stessa passione civile e ideale di ridare alla scuola la sua centralità la quale, per non essere solo un’affermazione retorica deve tradursi sostanzialmente nel porre i giovani al centro di un impegno che ridia loro la speranza di un futuro da essi scelto e progettato. Questa Rete sarà un pungolo, una fonte di elaborazione di idee e contributi da offrire alla classe politica e dirigente, ai Governi, alle associazioni sindacali e imprenditoriali perché tornino a svolgere la loro funzione di gestori, costruttori e pianificatori dell’interesse pubblico che oggi come sempre, ma con maggiore urgenza, passa necessariamente attraverso la presa in carico della questione giovanile. Speriamo di riuscirci. Noi ci crediamo. E vi chiediamo di crederci con noi. Per loro. Che sono la nostra più grande ricchezza.