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Approvata in via definitiva la Finanziaria 2007, facciamo il punto sulle misure che riguardano la scuola e sullo stato di finanziamento della scuola. Nonostante si parli di "Interventi per il rilancio della scuola pubblica" le misure "strutturali" ivi adottate sono ispirate prevalentemente – e tanto per cambiare - da esigenze di bilancio ed il loro principale obiettivo è una riduzione strutturale di oltre 3,75 miliardi di euro entro il 2009 del finanziamento statale alla scuola pubblica. Sono previsti una serie interventi che verranno adottati “con uno o più decreti del Ministro della pubblica istruzione”. Vediamo le principali “novità” scorrendo i commi dell’articolo unico del testo di legge:
Comma 605 – punto a) – “Revisione, a decorrere dall'anno scolastico 2007/2008, dei criteri e dei parametri per la formazione delle classi al fine di valorizzare la responsabilità dell'amministrazione e delle istituzioni scolastiche … in modo da incrementare il valore medio nazionale del rapporto alunni/classe dello 0,4”. In sostanza si tratta di portare - a decorrere dall'anno scolastico 2007/2008 - la media nazionale del rapporto alunni/classi dall'attuale valore di 20,6 al valore di 21,0 (+0,1 nelle scuole materne, +0,4 nelle elementari e medie e +0,6 nelle secondarie), misura che si tradurrebbe in un taglio di 7.682 classi, pari a 19.032 docenti e 7.050 unità di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA), con un risparmio per lo Stato pari a 731.564.371 euro per anno scolastico (243.854.790 per l'anno finanziario 2007).
Inoltre si prevede “l'adozione di interventi finalizzati alla prevenzione e al contrasto degli insuccessi scolastici … anche al fine di ridurre il fenomeno delle ripetenze”. Ovvero una riduzione -si è parlato fino al 10% - del numero di ripetenti cui conseguirebbe un ulteriore taglio di almeno 644 classi, pari a 1.455 docenti e 425 ATA e un risparmio di circa 18,68 milioni di euro nel 2007 e di 56 milioni di euro a decorrere dall'anno scolastico 2008.
Comma 605 – punto b) – “Perseguimento della sostituzione del criterio previsto dall'articolo 40, comma 3, della legge 27 dicembre 1997, n.449, con l'individuazione di organici corrispondenti alle effettive esigenze rilevate”. In che senso questa norma sia "finalizzata a razionalizzare i processi di attribuzione del sostegno agli alunni diversamente abili" non è punto chiaro.
Comma 605 – punto c) - Definizione di un piano triennale 2007-2009 per l'immissione in ruolo di per circa 150.000 docenti precari . Fatta una serie di calcoli, però, l'immissione in ruolo di 150 mila docenti con uno stipendio d’entrata a fronte della fuoriuscita di circa 105.000 docenti col massimo di anzianità, consente allo Stato di risparmiare qualcosa come 1.074.396.976 euro nel triennio 2007/2009 (302.425.404 di euro a regime dal 2009). Analogamente, il computo della riduzione degli oneri derivante dall'immissione in ruolo del personale ATA determina un risparmio di 182.612.643 nel triennio 2007/2009 (118.842.927 di euro a regime a partire dal 2010).
Inoltre, “contestualmente all'applicazione del piano triennale, il Ministro della pubblica istruzione realizza un'attività di monitoraggio … anche al fine di individuare nuove modalità di formazione e abilitazione e di innovare e aggiornare gli attuali sistemi di reclutamento del personale docente”. Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge, le graduatone permanenti … sono trasformate in graduatorie ad esaurimento. Sono fatti salvi gli inserimenti nelle stesse graduatorie da effettuare per il biennio 2007-2008 per i docenti già in possesso di abilitazione, e con riserva del conseguimento del titolo di abilitazione, per i docenti che stanno già frequentando i corsi abilitanti speciali e di specializzazione.
Comma 605 – punto d) - “Attivazione, presso gli uffici scolastici provinciali, di attività di monitoraggio … relativamente alle supplenze brevi, con l'obiettivo di ricondurre gli scostamenti più significativi delle assenze ai valori medi nazionali”. Si tratta della riproposizione, seppure in termini diversi, di un provvedimento analogo contenuto nella Finanziaria 2005.
Comma 605 – punto e) - Attivazione dei percorsi formativi per 12000 docenti specialisti nell'insegnamento della lingua inglese attualmente sostituiti da personale supplente con relativa diminuzione di 12000 unità supplenti tra il 2007 e il 2008, per un risparmio pari a 350 milioni di euro nel 2007, (349,7 milioni strutturali a decorrere dal 2009). Il governo precedente non era riuscito a rendere “efficace” questo provvedimento contenuto nella Finanziaria 2005.
Comma 605 – punto f) – “Miglioramento dell'efficienza ed efficacia degli attuali ordinamenti dell'istruzione professionale anche attraverso la riduzione, a decorrere dall'anno scolastico 2007/2008, dei carichi orari settimanali delle lezioni, secondo criteri di maggiore flessibilità, di più elevata professionalizzazione e di funzionale collegamento con il territorio” con conseguente diminuzione del numero di docenti e risparmio pari a 110,4 milioni di euro tra il 2007 e il 2008 (82,8 milioni di euro strutturali a decorrere dal 2009).
Comma 610 – “Allo scopo di sostenere l'autonomia delle istituzioni scolastiche …ed i processi di innovazione e di ricerca educativa … nonché per favorirne l'interazione con il territorio, è istituita, … la «Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica» con le seguenti funzioni:
a) ricerca educativa e consulenza pedagogico- didattica;
b) formazione e aggiornamento del personale della scuola;
c) attivazione di servizi di documentazione pedagogica, didattica e di ricerca e sperimentazione;
d) partecipazione alle iniziative internazionali nelle materie di competenza;
e) collaborazione alla realizzazione delle misure di sistema nazionali in materia di istruzione per gli adulti e di istruzione e formazione tecnica superiore;
f) collaborazione con le regioni e gli enti locali.”
L’adozione della nuova Agenzia nazionale comporta la soppressione dell'IRRE e dell'INDIRE con un risparmio di 4 milioni di euro a decorrere dal 2007 (ottimizzazione delle spese di funzionamento) e 8,6 milioni di euro a decorrere dal 2008 (personale).
Commi 611/615 - Viene riformato l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di Istruzione e di formazione (INVALSI) “al fine di potenziare la qualificazione scientifica nonché l'autonomia amministrativa”. “Il Presidente è scelto tra persone di alta qualificazione scientifica e con adeguata conoscenza dei sistemi di istruzione e formazione e dei sistemi di valutazione in Italia ed d'estero.” Ma “è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, su designazione del Ministro”. Cambiano, ma di poco, le finalità: “L'INVALSI … sulla base delle indicazioni del Ministro della pubblica istruzione, assume i seguenti compiti: a) formula al Ministro della pubblica istruzione proposte per la piena attuazione del sistema di valutazione dei dirigenti scolastici; b) definisce le procedure da seguire per la valutazione dei dirigenti scolastici; C) formula proposte per la formazione dei componenti del team di valutazione; d) realizza il monitoraggio sullo sviluppo e sugli esiti del sistema di valutazione.”
Commi 616/617 – Riduzione del numero di revisori dei conti (da 3 a 2) e limitazione delle nomine all'ambito regionale nel quale ha sede l'istituzione scolastica con relativa diminuzione delle spese di trasporto e di pernottamento per un risparmio di circa 5 milioni di euro/anno che resta a disposizione delle istituzioni scolastiche medesime.
Commi 618/619 – Cambiano le modalità delle procedure concorsuali per il reclutamento dei dirigenti scolastici; in particolare si introduce “una preselezione mediante prove oggettive di carattere culturale e professionale, in sostituzione dell’attuale preselezione per titoli”. Riguardo al corso-concorso attuale, che aveva sollevato molte critiche “… si procede alla nomina sui posti previsti dal bando di concorso ordinario a dirigente scolastico … dei candidati del citato concorso, compresi i candidati … che abbiano superato le prove di esame propedeutiche alla fase della formazione … si procede, altresì, sui posti vacanti … alla nomina degli altri candidati che abbiano superato le prove di esame propedeutiche al corso di formazione del predetto concorso ma non vi abbiano partecipato perché non utilmente collocati nelle relative graduatorie”. Di fatto vengono riammessi al concorso i candidati che erano risultati idonei ma in soprannumero rispetto ai posti disponibili. Infine la proposta di riduzione della durata del periodo di formazione e tirocinio da 9 mesi a 4, e la diminuzione del numero dei partecipanti dal 110% al 100% dei posti messi a concorso, porterà un risparmio di 0,5 milioni a decorrere dal 2007.
Commi 620/621 – I questi commi si fa il conto dei “risparmi”: complessivamente, dunque, il "totale delle economie" ottenute dalla piena attuazione dei commi da 605 a 619 sarebbe pari a 448,20 milioni di euro nel 2007, a 1.324,50 milioni di euro nel 2008, a 1.402,20 milioni di euro a regime a partire dal 2009. Ma attenzione: “… in caso di accertamento di minori economie, si provvede … a ridurre le dotazioni complessive di bilancio del Ministero della pubblica istruzione” ovvero se qualche cosa dovesse andare storto, i finanziamenti alla scuola pubblica verranno ulteriormente tagliati.
Comma 1354 – “Le dotazioni da iscrivere nei singoli stati di previsione del bilancio 2007 e del triennio 2007-2009, in relazione a leggi di spesa permanente la cui quantificazione è rinviata alla legge finanziaria, sono indicate nella Tabella C allegata alla presente legge.”. La Tabella C si riferisce ai fondi disponibili per finanziare interventi già decisi negli anni precedenti e in itinere nell’anno di riferimento della finanziaria. Tra le leggi da rifinanziare di anno in anno ci sono anche la “legge n. 440 del 1997 e legge n. 144 del 1999 (articolo 68, comma4, lettera b): Fondo per l’ampliamento dell’offerta formativa (2.1.5.2 – Fondo per il funzionamento della scuola – cap. 1270/p)”. Si tratta delle somme da distribuire tra i vari Istituti scolastici per finanziare tutte le attività didattiche volte “ad ampliare l’offerta formativa” ovvero a finanziare i progetti delle scuole previsti dal P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa). Occorre ricordare che negli ultimi anni le somme stanziate su questa voce della Tabella C sono costantemente diminuite: 214 milioni di euro nel 2003, 199 milioni di euro nel 2004, 186 milioni di euro nel 2005 e 180 milioni nel 2006. Ogni anno sono stati “risparmiati” circa il 7% dei fondi. La Finanziaria conferma i 180 milioni previsti per il 2007, taglia leggermente i fondi 2008 (177 milioni) per poi recuperare il taglio nel 2009 (181 milioni), inflazione a parte.
I NOSTRI COMMENTI
Insistente aveva girato per qualche tempo la notizia che la somma complessivamente stanziata per l'autonomia scolastica sarebbe passata da 100 milioni a ben 2,7 miliardi di euro. Naturalmente saremmo rimasti “felicemente basiti” di fronte ad un tale aumento del finanziamento all'autonomia scolastica ma - al contrario - le cifre scritte nel testo della finanziaria e quelle relative agli stanziamenti per l'autonomia (A.S. 2006/2007) vanno in direzione ostinatamente opposta e contraria e ci parlano di una ulteriore e pesantissima sforbiciata alla spesa per l'istruzione. Questa volta concentrata più sulla diminuzione del personale della scuola piuttosto che sui fondi alle scuole (almeno per ora).
Per la precisione, grazie ai provvedimenti contenuti nei commi dal 605 al 621 ("misure e investimenti, anche di carattere strutturale, che consentano il razionale utilizzo della spesa e diano maggiore efficacia ed efficienza al sistema dell'istruzione Interventi per il rilancio della scuola pubblica"), il governo intende risparmiare sul sistema scolastico una cifra "non inferiore" a 448,20 milioni di euro nel 2007, a 1.324,50 milioni di euro nel 2008 e a 1.402,20 milioni di euro "a decorrere" dal 2009. Quel "a decorrere" significa che a partire dalla data in questione il risparmio o il finanziamento devono essere considerati strutturali.
Nel complesso la Finanziaria 2007 implica per la scuola pubblica un taglio di 3,175 miliardi di euro in tre anni a fronte di un finanziamento complessivo di appena 1,01 miliardi di euro ivi inclusa la cifra stanziata per l'edilizia: il governo Prodi reinveste sull'istruzione meno di un terzo delle "economie" che su questa ha intenzione di fare.
Considerando anche i tagli a carico degli enti locali e le relative loro probabili ripercussioni sulla qualità dei servizi scolastici che dai comuni dipendono, c'è di che essere veramente preoccupati.
Buona Lotta!!
GdL Finanziaria 2007
http://www.comitatigenitori.it
http://www.genitoriescuola.it
NOTE:
(1)
** La spesa globale rispetto al Pil dell'Italia per l'istruzione è quasi un punto percentuale più bassa Rispetto alla media OCSE (4,9 contro il 5,8 della media OCSE)
** Lo stipendio in dollari di un docente italiano alla fine della sua carriera è 28.731 contro 33.336 della media OCSE
** A seguito del calo demografico - attualmente compensato da un cospicuo afflusso di alunni stranieri alle scuole dell'obbligo - dell'accorpamento delle scuole e della razionalizzazione della rete scolastica, i fondi statali per il funzionamento della scuola dal 2002 ad oggi sono stati tagliati del 64,2%.
** Il capitolo di spesa relativo all'autonomia scolastica (L. 440/97), ovvero i finanziamenti destinati al Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.) e alla formazione sono diminuiti del 30% tra il 2001 e il 2006.
(2)
http://www.pavonerisorse.it/news/relazione_tecnica_finanziaria_2007_scuola.pdf
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