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Con la Circolare Ministeriale n. 74 del 21 dicembre 2006, il Ministero della Pubblica Istruzione ha diramato
come di consueto le istruzioni relative alle iscrizioni alle scuole di ogni ordine e grado.
Abbiamo confrontato la nuova circolare con le precedenti alla ricerca di “segni di discontinuità” o di “elementi
di sostanziale continuità” rispetto alla riforma Moratti rilevando come, nel complesso,
non si avverta alcuna delle auspicate alternative di proposte e d’intenti.
A seguire, vi proponiamo un’analisi dettagliata della circolare: giudicate voi.
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Dopo aver ricordato ai docenti la possibilità di adattare la distribuzione delle ore tra le varie materie (entro un 20%) così come previsto dalla riforma Moratti, il Ministero così procede
1. Scuola dell'infanzia
La Circolare afferma che possono essere iscritti alla scuola dell’infanzia, a partire dall’inizio dell’anno scolastico, i bambini che compiano 3 anni entro il 31 dicembre 2007 e, subordinatamente - “in presenza di disponibilità di posti e previo esaurimento delle eventuali liste di attesa” – i bambini che compiano 3 anni entro il 31 gennaio 2008. Il che, di fatto, conferma il consolidarsi della politica morattiana degli anticipi, anche se nella nuova Circolare è specificato che la decisione se consentire o meno tali anticipi “rientra nell’autonomia delle singole istituzioni scolastiche”. Un’unica novità, “rientra nell’autonomia delle singole istituzioni scolastiche la possibilità di consentire la frequenza fin dall’inizio dell’anno scolastico anche per i bambini e le bambine che compiono i tre anni a gennaio” al posto che al compimento del terzo anno a gennaio come è consuetudine. Ci troviamo di fronte in sostanza ad una forma “più avanzata” di anticipo, per fortuna lasciato all’autonomia della scuola.
La Circolare inoltre proroga “limitatamente all’anno scolastico 2007-2008 … il regime transitorio relativo all’accesso anticipato previsto dall' art. 12 del decreto legislativo n.59/2004”. Il suddetto art. 12 è una norma transitoria iscritta nella riforma Moratti e che qui viene riconfermata dalla Circolare con una formula di “prudente apertura”: “non si esclude che, a livello locale, la frequenza per l’anno scolastico 2007/2008 di coloro che compiono i tre anni entro il mese di febbraio 2008 possa trovare ambiti di praticabilità” , ferme restando le condizioni fissate dal precedente ministro: a) esaurimento delle liste di attesa, b) disponibilità nella scuola interessata sia di aule che di docenti, c) assenso del Comune, ma solo qualora lo stesso sia tenuto a fornire, con riguardo all’attuazione degli anticipi, i servizi strumentali aggiuntivi: trasporti, mense, attrezzature, ecc… Chi sperava in un segno di discontinuità, non può che rimanere deluso.
2. Scuola primaria
“Hanno l’obbligo di iscrizione alla prima classe della scuola primaria i bambini e le bambine che compiono sei anni di età entro il 31 agosto 2007; possono iscriversi, altresì, quelli che li compiono entro il 31 dicembre 2007 e, per anticipo … coloro che li compiono entro il 30 aprile 2008”.
Anche in questo caso la circolare conferma, senza rimetterlo in discussione, l’anticipo previsto dalla riforma Moratti; traspare solo un po’ di preoccupazione nell’invito del Ministro “ad assicurare nei confronti degli alunni, i cui genitori hanno richiesto l’iscrizione anticipata, una particolare attenzione per una proficua accoglienza ed un efficace inserimento, soprattutto tenendo conto dei ritmi di apprendimento e dei tempi di attività”.
Confermata la “concorrenza tra scuole”: “I genitori o i soggetti che esercitano la potestà sul minore possono iscrivere l’alunno alla scuola del territorio di appartenenza o ad altra istituzione scolastica, prescelta in base alla offerta formativa e agli orari di funzionamento”, ma con una novità significativa: “le domande di iscrizione, al di fuori del territorio di appartenenza, sono accolte entro il limite massimo dei posti disponibili sulla base dei criteri stabiliti dai consigli di Circolo/istituto”. La possibilità di introdurre limitazioni nel Regolamento di Istituto può interessare soprattutto le scuole più richieste e con popolazione scolastica in aumento (ad esempio nei comuni alla periferia delle città), dove l’obbligo di accogliere gli studenti non residenti può comportare classi di massima capienza e relativi rischi di sdoppiamento delle stesse per effetto di qualche trasferimento.
L’indicazione che “Il Piano dell’Offerta Formativa definisce il tempo-scuola in un quadro unitario come offerta organica alle famiglie”, appare in discontinuità con la riforma Moratti, ma sembra priva di effetti pratici.
Confermata anche la rassicurazione che “le dotazioni di organico del personale docente della scuola primaria assicureranno l’organizzazione delle attività didattiche su un tempo scuola che comprende una quota obbligatoria di 27 ore (pari a 891 ore annue) e una quota facoltativa e opzionale di 3 ore (pari a 99 ore annue)” e che “sulla base delle quote d’organico assegnate dagli Uffici scolastici regionali … le istituzioni scolastiche potranno attivare ulteriori modelli organizzativi unitari di tempo pieno funzionanti a 40 ore settimanali”; d’altra parte non c’è alcun impegno a fornire un numero sufficiente di docenti per coprire le richieste di “tempo pieno” da parte delle famiglie. Quanto al “cosa si fa” nelle ore opzionali “l’offerta formativa terrà conto delle risorse professionali di cui la scuola dispone e delle prevalenti e ricorrenti richieste delle famiglie”; in sostanza, quanto alle opportunità di scelta, non aspettatevi niente di che.
3. Scuola secondaria di primo grado
Un chiarimento sulla procedura di iscrizione: “le domande di iscrizione alla prima classe della scuola secondaria di I grado, da indirizzare alla scuola prescelta, dovranno essere presentate per il tramite della scuola primaria di appartenenza, che provvederà a trasmetterle, entro i cinque giorni successivi alla scadenza del termine del 27 gennaio 2007, alla istituzione scolastica interessata”.
Per la definizione del tempo-scuola e della dotazione di organico, vale quanto visto per la scuola primaria: “i genitori possono effettuare la scelta del tempo scuola ordinario o prolungato” e “le istituzioni scolastiche potranno attivare ulteriori modelli organizzativi unitari di tempo prolungato fino a 40 ore settimanali”. Ma le dotazioni in organico del personale docente saranno calcolate sulle 33 ore settimanali (29 obbligatorie + 4 facoltative ed opzionali) secondo i criteri stabiliti prima della riforma.
3.2 L'insegnamento delle lingue comunitarie
“… si conferma anche per il prossimo anno l’impossibilità di attuare la previsione normativa … relativa all’insegnamento della lingua inglese per cinque ore settimanali con l’impiego del monte ore della seconda lingua comunitaria”, ovvero quel ripensamento che aveva offerto la possibilità (teorica) di usare le ore della seconda lingua comunitaria (spagnolo, francese ecc.) per la lingua inglese.
Quanto alle domande di iscrizione, i genitori che intendano iscrivere i propri figli ad un istituto scolastico diverso da quello nel quale stanno concludendo la scuola primaria devono presentare “la domanda di iscrizione alla scuola prescelta per il tramite dell’istituto comprensivo di appartenenza che provvederà a trasmetterla, entro i cinque giorni successivi alla scadenza del termine del 27 gennaio 2007”.
8. Alunni con cittadinanza non italiana
“La presenza, in continuo aumento, di alunni con cittadinanza non italiana ha assunto da diversi anni le caratteristiche di un fenomeno strutturale, che la nostra scuola ha affrontato nella sua complessità, con esperienze di innovazione e di integrazione” e, aggiungiamo noi, poche risorse messe a disposizione.
“È opportuno ricordare che tutti i minori, presenti sul territorio nazionale e nei diversi gradi e ordini di scuola … hanno diritto all’istruzione, indipendentemente dalla regolarità della loro posizione di soggiorno; sono altresì soggetti all’obbligo di istruzione se in età di legge. L’iscrizione dei minori stranieri nelle scuole italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previste per i minori italiani e può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno scolastico”. E meno male, ma, attenzione, fermo restando che “I minori stranieri privi di documentazione anagrafica, ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta, sono iscritti con riserva alla classe di assegnazione.”
Qualche commento dal mondo della scuola
Per il Cidi, la circolare sulle nuove iscrizioni degli allievi all’anno scolastico 2007/2008 si presenta del tutto deludente ed arretrata: "Non si scorgono quei segni di discontinuità e di cambiamento che pure erano stati preannunciati nella Nota di indirizzo del 31 agosto 2006 con la quale il Ministro della Pubblica istruzione aveva preannunciato profondi cambiamenti rispetto alla politica scolastica seguita negli ultimi anni dal governo di centro-destra".
Per la FLC-CGIL, la Circolare 74 segna uno stupefacente dietro front su tutti i passaggi più significativi contenuti nella bozza precedente (e dobbiamo dire, per correttezza, anticipati anche in atti dell’amministrazione) con una riscrittura chirurgica di tutti i passaggi nei quali si rendeva netta e chiara la discontinuità introdotta.
Per la CISL Scuola, con questi interventi, si continua ad operare spinti più da emergenze e bisogni quotidiani che da un vero e ampio progetto educativo, con l'unico risultato di indebolire la qualità della Scuola Pubblica Statale.
Per la UIL Scuola, l’unica in un coro unanime a manifestare una qualche soddisfazione: la circolare sulle iscrizioni rappresenta un positivo risultato per la scuola primaria e secondaria di primo grado. Essa risolve in maniera chiara e favorevole alle scuole la questione della frammentazione dell’offerta formativa riportandola ad unitarietà ed alla piena titolarità delle scuole.
A cura della redazione di Genitori e Scuola
Febbraio 2007
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