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"SCUOLE APERTE": IL RISCHIO E' LASCIARLE VUOTE

Riflessioni sul comunicato Prot.4026/P5 del 29-08-2007 con Oggetto:
"Art. 1, comma 627, Legge n. 296/06 (Legge Finanziaria 2007), programma nazionale "Scuole aperte" a. s. 2007/08 Criteri e parametri organizzativi".


La cui finalità generale sarebbe "..di favorire ampliamenti dell'offerta formativa ed una piena fruizione degli ambienti e delle attrezzature scolastiche, anche in orario diverso da quello delle lezioni, in favore degli alunni, dei loro genitori e, più in generale, in favore della popolazione giovanile e degli adulti". Per cui "il Ministero della Pubblica Istruzione definisce i criteri e i parametri sulla base dei quali sono attribuite le relative risorse economiche"

Cerchiamo essenzialmente di capire quale la destinazione dei 64milioni di euro stanziati a sostegno delle attività pomeridiane nelle scuole, e se il suddetto Programma apra realmente nuovi spazi ed opportunità di partecipazione per gli studenti e per i genitori o, in senso lato, favorisca la democrazia partecipativa.

E così, scorrendo le righe del provvedimento, si apprende che - come da copione fissato a Lisbona dalla CE - l'ampliamento dell'offerta formativa previa apertura pomeridiana delle scuole ha da essere finalizzato:
1) alla riduzione dei tassi di dispersione scolastica;
2) all'educazione e la formazione permanente degli adulti (cap 5 del prot.llo, "interventi in favore dei genitori nonchè della popolazione giovanile e adulta del territorio").

Quindi abbiamo i Pof pomeridiani di cui al punto (1) - cioè quelli volti a contrastare la dispersione scolastica - che includono il recupero dei debiti scolastici, il sostegno e l'aiuto allo studio, la "promozione delle eccellenze", la sperimentazione di nuove metodologie didattiche, nonchè svariate iniziative ivi definite "complementari", tra cui il teatro, le arti figurative, la musica e il canto, le attività sportive e quant'altro possa favorire, in linea di principio, "un'interazione sistematica ed una corresponsabilità educativa tra scuola e famiglia".
In questo ambito "complementare" si collocano "l'iniziativa degli studenti, riuniti in gruppi o in associazioni studentesche, anche al fine di incentivare la partecipazione responsabile dei giovani alla comunità scolastica" nonchè l'esame preventivo delle iniziative "congiuntamente con le famiglie, anche per tramite delle associazioni di rappresentanza", stante che la decisione finale spetta in ogni caso ai competenti organi collegiali.

E quindi abbiamo i Pof pomeridiani di cui al punto (2), cioè quelli che - volti all''educazione permanente degli adulti e con riferimento alle diverse tipologie di "utenza" - includono "attività culturali, educative, ricreative, sportive in favore dei genitori degli studenti che frequentano la scuola, di studenti di altre scuole, di giovani che non sono più in formazione, di adulti disponibili ad aggiornare la propria formazione e ad alfabetizzarsi nei nuovi saperi."

A seguire si afferma altresì che l'organizzazione e la gestione delle suddette attività è affidata al Ds il quale - previa attenta ponderazione dei bisogni, tenuto conto degli indirizzi nazionali ed, eventualmente, nel caso delle attività complementari, "acquisiti il consenso o la collaborazione degli eventuali soggetti terzi coinvolti" (studenti, famiglie o loro associazioni di rappresentanza, enti terzi pubblici o privati) - ha il compito di elaborare un "piano d'azione" da sottoporsi all'esame e all'approvazione dei competenti organi collegiali.
Al che viene anche individuato 1 (uno) responsabile di progetto a coordinare tutte le attività, a "relazionarsi" con le famiglie e con gli enti esterni (pubblici e privati) nonchè ad "interloquire" con le amministrazioni centrale e periferiche "in merito a tutte le fasi del progetto".

Per quanto riguarda i finanziamenti - la vile pecunia da elargirsi direttamente alle singole scuole - dei complessivi 64 milioni di euro 30 sono destinati ai corsi di recupero, di sostegno/aiuto allo studio ed ai moduli didattici per la promozione delle eccellenze; 15 vanno ai laboratori scientifici e 10 equanimamente ripartiti tra approfondimenti di Dante, della cultura e sulla storia locali, o per promuovere attività motorie e sportive, o per l'apprendimento pratico della musica e delle discipline artistiche.
I rimanenti 9, infine, vanno a coprire parte delle spese per l'apertura, il funzionamento e la pulizia dei locali della scuola in orario pomeridiano e, a margine, vanno ad attività "complementari" non meglio identificate, nonchè (udireudire!) ai progetti relativi all'educazione e alla formazione permanente degli adulti che da soli rappresentano uno dei due obiettivi prioritari di destinazione dei fondi.

Certo è che da genitori e cittadini, interessati soprattutto a capire in che misura tutto ciò possa realmente influire sugli attuali spazi di co-responsabilità educativa e di democrazia scolastica, non ci sembra di scorgere all'orizzonte granchè di nuovo: perchè il coinvolgimento e la partecipazione dei genitori e degli studenti alla progettazione e all'ampliamento del offerta formativa sono già sanciti dalla legge sull'autonomia e, raramente praticati in orario antimeridiano, non si vede perchè l'orario pomeridiano dovrebbe fare eccezione; e perchè ribadirne l'importanza è un atto dovuto ma che in termini pratici conta ben poco.

Soprattutto colpisce il fatto che all'educazione e alla formazione permanente degli adulti - cioè a sostenere anche quei progetti che, per esempio, potrebbero esser volti a favorire il pieno esercizio e consapevole della democrazia, l'auspicabile partecipazione attiva dei genitori e della comunità locale alla vita della scuola - sia dedicato in termini di risorse appena un pensiero.

Stante il fatto che, in assenza di indicazioni precise e di risorse che la sostengano, la nostra partecipazione e dei nostri figli nonchè l'educazione permanente degli adulti erano e sono destinati a rimanere nel novero delle buone intenzioni, si può tuttavia spezzare una lancia a favore di un'iniziativa che, in ogni caso, dispensa pur sempre 64milioni di euro all'ampliamento dell'offerta formativa e, in particolare, è mirata a sostenere le fasce socialmente più deboli e svantaggiate.
E, tuttavia, vale anche la pena di ricordare quale il contesto di tale finanziamento che, declinati i 9 milioni riservati (e probabilmente insufficienti) a coprire le spese di apertura pomeridiana delle scuole, è complessivamente finalizzato all'ampliamento dell'offerta formativa. S'intende il fatto che tra il 1999 e il 2007 i fondi destinati all'autonomia scolastica si sono più che dimezzati e che, a fronte di uno stanziamento pari a 220 milioni di euro (comma 634 dell'art.1 della legge finanziaria 296/06) da ripartirsi tra ampliamento dell'offerta formativa e numerose, ulteriori, importantissime iniziative, la stessa finanziaria impone contemporaneamente alla scuola pubblica un definanziamento pari ad oltre 2 miliardi di euro in tre anni.

Il link al protocollo è:
http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/comunicati/2007/310807.shtml
http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/prot4026_07.shtml 

A cura di Paola Capozzi
Novembre 2007