|
In data 14/12/2007 è stata pubblicata la Circolare Ministeriale n.110/2007 con
la quale, come ogni anno, il Ministro della Pubblica Istruzione impartisce
istruzioni relative “alle iscrizioni alla scuola dell’infanzia e ai diversi
ordini e gradi di istruzione delle scuole statali e paritarie”. Il
riferimento alle scuole paritarie è un’aggiunta di questo anno; esse vengono
assimilate alle scuole pubbliche e richiamate in vari altri punti della
circolare come parte integrante del sistema educativo.
Nell’introduzione si ricorda anche che la circolare fornisce informazioni utili
per “rendere più funzionali gli adempimenti per le iscrizioni per l’anno
scolastico 2008-2009 e facilitare … l’acquisizione di adeguate informazioni per
le famiglie”.
Vediamo quali novità contiene.
Nel capitolo introduttivo Scuola e famiglia il Ministro ci ricorda che “le
istituzioni scolastiche presenteranno la propria offerta (POF), eventualmente
ridefinita anche sulla base della progettazione della quota di istituto del 20%
del curricolo (compensazione tra discipline, introduzione di nuove attività o
discipline e progetti di recupero/arricchimento), e particolarmente attenta ai
bisogni formativi della comunità locale” così come previsto dalla riforma
Moratti.
La circolare si sofferma sul “nuovo obbligo scolastico” appena approvato:
“si evidenzia la necessità di richiamare l’attenzione dei genitori e degli
studenti sulla particolare rilevanza che assume, in relazione agli indirizzi
dell’Unione europea, l’attuazione del nuovo obbligo di istruzione (D.M. n.
139/07), della durata di dieci anni, ai fini dell’acquisizione di quelle
competenze chiave di cittadinanza che possono aiutare i giovani al pieno
sviluppo della loro personalità”.
Due parole anche sulle attività di sostegno anche esse riviste di recente: “È
altresì opportuno che le famiglie e gli studenti siano informati sulle nuove
misure di sostegno che gli istituti e le scuole secondarie organizzano a favore
degli studenti per il recupero dei debiti formativi manifestatisi in corso
d’anno”.
Per le scuole superiori poi c’è la novità della revisione dello statuto degli
studenti per cui “al momento dell’iscrizione alla prima classe degli
istituti di istruzione secondaria tutti gli studenti riceveranno copia del nuovo
statuto degli studenti e delle studentesse oggetto di recente intervento
modificatore” che “prevede la sottoscrizione del Patto educativo di
corresponsabilità per sancire l’impegno reciproco di diritti e doveri con
l’istituzione scolastica”.
Tale patto andrà formulato in ciascuna scuola dal Consiglio di Istituto.
Interessanti le istruzioni del Ministero alle scuole affinché propagandino per
bene le novità legislative del presente governo: “Nella fase di
predisposizione delle operazioni di iscrizioni vere e proprie le scuole sono
invitate a: … fornire un semplice quadro di contesto del sistema di istruzione
in cui i ragazzi iscritti vengono ad inserirsi con particolare riferimento alle
maggiori novità legislative intervenute nell’ultimo biennio rispetto ai singoli
settori scolastici di iscrizione (es. riforma esami Stato, prova nazionale per
esami finali I ciclo, indicazioni per il curricolo per infanzia e I ciclo,
innalzamento dell’obbligo di istruzione, ecc.)”.
Infine si indica che “per l’anno scolastico 2008-2009 il termine di scadenza
per la presentazione delle domande di iscrizione alle scuole dell’infanzia e
alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado è fissato al 30 gennaio
2008” e si ricorda che “l’iscrizione riguarda esclusivamente le
classi prime delle scuole di ogni ordine e grado e le sezioni di scuola
dell’infanzia. Per gli studenti delle classi successive al primo anno di corso,
l’iscrizione è disposta d’ufficio”.
1. Scuola dell'infanzia
Il capitolo dedicato all’ex-scuola materna inizia con: “l’offerta relativa
alla scuola dell’infanzia è garantita da Stato, Comuni e scuole paritarie”,
in cui di nuovo compaiono le scuole paritarie come parte integrante del sistema
educativo.
Limiti di età per le nuove iscrizioni: “possono essere iscritti alla scuola
dell’infanzia i bambini e le bambine che abbiano compiuto o compiano, entro il
31 dicembre 2008, il terzo anno di età”. Come sempre, ma “possono altresì
essere iscritti, a conferma della consolidata prassi amministrativa, i bambini e
le bambine che compiano i tre anni di età entro il 31 gennaio 2009” ma solo
“in presenza di disponibilità di posti e previo esaurimento delle eventuali
liste di attesa” e se le scuole lo vogliono rientrando questa possibilità “nell’autonomia
delle singole istituzioni scolastiche”.
Segue la frase: “è comunque esclusa la possibilità di iscrivere a scuole
dell’infanzia bambini che compiano i tre anni di età dopo il 31 gennaio 2009”
che sembra segnare il definitivo abbandono dell’anticipo della riforma Moratti
nella sua versione più ampia; ma poi si ricorda che esistono le “sezioni
primavera regolarmente costituite e autorizzate” all’interno delle quali
l’anticipo esteso è ancora possibile. Esse sono state avviate “in forma
sperimentale” e sono “il nuovo servizio integrato per bambini di età
compresa tra i 24 mesi (compiuti entro il 31 ottobre 2007) e i 36 mesi, previsto
dalla legge 296/2006” istituito presso scuole dell’infanzia statali,
paritarie e comunali o presso asili nido comunali o convenzionati. La sezione
primavera laddove esiste dovrebbe essere una “specifica sezione appositamente
costituita, con un proprio progetto educativo, spazi propri e personale dedicato”
e si specifica bene che non deve essere confusa con “l’istituto dell’anticipo
che si fondava sulla domanda individuale delle famiglie”.
2. Scuola primaria
Limiti di età per le nuove iscrizioni: “hanno l’obbligo di iscrizione
alla prima classe della scuola primaria i bambini e le bambine che compiono sei
anni di età entro il 31 agosto 2008; possono iscriversi, altresì, quelli che li
compiono entro il 31 dicembre 2008 e, per anticipo, coloro che li compiono entro
il 30 aprile 2009”; qui l’anticipo della riforma Moratti resta intatto.
Segue una frase inquietante: i genitori “possono iscrivere l’alunno alla
scuola del territorio di appartenenza o ad altra istituzione scolastica,
prescelta in base alla offerta formativa e agli orari di funzionamento” ma
“le domande di iscrizione sono accolte, entro il limite massimo dei posti
disponibili”: la circolare dell’anno scorso specificava che le domande a
rischio erano quelle "al di fuori del territorio di appartenenza”; quella
di questo anno è ambigua.
A riguardo degli “orari di funzionamento” si specifica che si deve
intendere “il tempo-scuola in un quadro unitario come offerta organica alle
famiglie”. Si ricorda poi che “le dotazioni di organico del personale
docente assicureranno l’organizzazione delle attività didattiche per il tempo
scuola ordinario o, se le risorse assegnate lo consentono, per il tempo pieno”;
non c’è obbligo di soddisfare le richieste di tempo pieno.
“Il tempo scuola ordinario, funzionante per un massimo di 30 ore settimanali,
è comprensivo di orario obbligatorio e facoltativo opzionale”, come offerta
organica quindi ma “a cui può aggiungersi l’eventuale tempo dedicato alla
mensa la cui fruizione è lasciata alla opzione delle famiglie”; la mensa
rimane opzionale.
Infine, si ricorda che il tempo pieno “classico” è stato recuperato dal cestino
“in base alla ripristinata norma legislativa … e si avvale di un modello
organizzativo unitario senza articolazione di momenti opzionali e facoltativi,
per complessive 40 ore settimanali”.
3. Scuola secondaria di I grado
Confermata la procedura di iscrizione facilitata “tramite della scuola
primaria di appartenenza, che provvederà a trasmetterle, entro i cinque giorni
successivi alla scadenza del termine del 30 gennaio 2008, alla istituzione
scolastica interessata”, ma sembrerebbe che all’interno degli istituti
comprensivi non sia “richiesta la domanda di iscrizione alla prima classe
della scuola secondaria di I grado per gli alunni che hanno frequentato nella
stessa istituzione la quinta classe della scuola primaria. L’iscrizione, in tali
casi, opera d’ufficio”.
Per la definizione del tempo-scuola, si può scegliere tra tempo ordinario e
tempo prolungato, ma “le dotazioni di organico del personale docente della
scuola secondaria di I grado assicureranno l’organizzazione delle attività
didattiche per il tempo scuola ordinario o per il tempo prolungato, se le
risorse assegnate … lo consentono”.
Per il tempo ordinario “è previsto un orario complessivo per un massimo di 33
ore settimanali, comprensivo di orario obbligatorio e facoltativo opzionale”,
mentre il tempo prolungato “può comportare una durata del servizio fino a 40
ore settimanali”, sempre se esiste la disponibilità di adeguate strutture
edilizie ed attrezzature, nonché la mensa con “l’esplicito impegno dell'Ente
locale ad assicurarla”.
L’insegnamento della seconda lingua comunitaria viene mantenuta tra le
discipline obbligatorie.
5. Scuola secondaria di II grado
In questo caso la novità c’è ed è l’estensione a 16 anni dell’obbligo
scolastico, per cui “gli studenti che nel presente anno scolastico
concluderanno, con il superamento dell'esame di Stato, il percorso del primo
ciclo di istruzione devono iscriversi alla prima classe di un istituto
secondario di II grado” oppure anche “a percorsi sperimentali di
istruzione e formazione professionale”.
La procedura di iscrizione prevede che “le domande vengono presentate alle
scuole secondarie di I grado attualmente frequentate, le quali provvederanno a
trasmetterle agli istituti di destinazione entro i cinque giorni successivi alla
scadenza del 30 gennaio 2008”.
La domanda di iscrizione deve essere presentata ad un solo istituto di
istruzione secondaria di II grado “tuttavia, in considerazione della
possibilità che si verifichi eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili
… le famiglie, in sede di presentazione della istanza di iscrizione, possono
indicare, in subordine, fino ad un massimo di altri due istituti di proprio
gradimento”.
Sono stati confermati, in via transitoria, anche per il prossimo anno
scolastico, “i percorsi triennali sperimentali di istruzione e formazione
professionale … i tempi e le modalità di attuazione dei suddetti percorsi
sperimentali di istruzione e formazione professionale sono definiti d’intesa tra
i competenti Assessorati delle rispettive Regioni e gli Uffici scolastici
regionali”; come detto, questi percorsi triennali sono validi per
l’assolvimento dell’obbligo scolastico.
Alla “Verifica dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione” viene
dedicato un intero capitolo: lo strumento identificato per ridurre “il
riemergere dell’evasione scolastica” è quello della “anagrafe degli
studenti” già introdotta l’anno scorso a alla quale devono provvedere gli
Uffici scolastici “anche in collaborazione con gli Enti locali, per favorire
l’integrazione dei dati riferiti anche ai percorsi sperimentali di formazione
professionale”.
10. Alunni con cittadinanza non italiana
Come l’anno scorso si certifica il “diritto dei minori stranieri di accedere
all’istruzione fornita dalle scuole italiane e il conseguente obbligo delle
stesse di accoglierli, anche in corso d’anno, indipendentemente dalla regolarità
della loro posizione”; ma per il Ministero un altro aspetto è più importante
e “soprattutto, si evidenzia il fatto che per diversi di loro vi è il
concreto rischio che non ottemperino all’obbligo, che siano avviati precocemente
al lavoro minorile e, soprattutto nelle grandi città, vengano sfruttati in forme
di accattonaggio”.
Attenzione è dedicata agli “Accordi di rete” utili per “evitare la
concentrazione di iscrizioni di alunni stranieri su talune scuole con effetti di
squilibrio sociale della popolazione scolastica”.
12. Insegnamento della religione cattolica
Si ricorda che si tratta di insegnamento facoltativo e che “la scelta ha
valore per l’intero ciclo di studi … fatto salvo il diritto di modificare tale
scelta per l’anno successivo”.
Per la “scelta alternativa all’insegnamento della religione cattolica”
esistono diverse possibilità:
- attività didattiche e formative,
- attività di studio e/o di ricerca individuali con assistenza di personale
docente,
- libera attività di studio e/o di ricerca individuale senza assistenza di
personale docente,
- uscita dalla scuola.
A cura della redazione di Genitori e Scuola Gennaio 2008 |